Storia del comune

Brevi cenni storici

La località di Costa Valle Imagna - in passato solo un piccolo villaggio - sembra sia stata abitata per tutto l’anno soltanto a partire dal XIV. In precedenza era, probabilmente, solo un alpeggio per il bestiame occupato durante i mesi estivi. In effetti il clima invernale di Costa è rigido visto che il paese è orientato verso il lato nord-orientale della Valle, tanto che Costa è detta la nevera della Valle Imagna. 
Per ragioni di comunicazione il Paese è stato a lungo più legato con la valle San Martino, Almenno San Salvatore e la piana che con il resto della Valle Imagna. Con l’annessione nel 1428 della Bergamasca alla Repubblica di Venezia, il Paese venne a trovarsi ai confini fra la Serenissima e il Ducato di Milano. A comprova di ciò il forestiero è detto nel dialetto di Costa bir (sbirro), con probabile riferimento ai doganieri inviati da Venezia per pattugliare il confine. Dell’epoca della controriforma è stato ritrovato un rapporto vescovile, il quale deplorava il cattivo stato in cui si trovava la chiesa parrocchiale a cuasa della povertà del villaggio. 
Costa fu oltretutto colpita dalla peste di manzoniana memoria del 1630, come comprovato dal ritrovamento di una sepoltura comune. Fin dall'inizio del XX secolo Costa Valle Imagna è nota anche quale stazione di villeggiatura. Il paese sorge sull'alto versante destro della Valle Imagna, da Costa è pertanto possibile godere un ampio panorama, in particolare, volgendo lo sguardo a a nord l'occhio cade sull'imponente monte Resegone. 
Raggiungendo la frazione di Forcella e il Passo del Pertüs (m 1186) lo sguardo si estende sull'intera Brianza e, nelle giornate favorevoli, fino a Milano. Vi è ancora infatti chi ricorda che durante la II guerra mondiale dal Pertüs erano visibili di notte gli incendi causati dai bombardamenti alleati sulla capitale lombarda.